La Leishmaniosi è una malattia infettiva di origine parassitaria causata da protozoi del genere Leishmania, parassita intracellulare obbligato dell’uomo e di altri mammiferi, trasmesso da agenti vettori, che colpisce sia gli animali (canidi e roditori) domestici e selvatici che l’uomo. I vettori dell’agente parassitario sono piccoli insetti (flebotomi o pappataci) di aspetto simile a quello delle zanzare, attivi nella stagione calda (da maggio a ottobre), nelle ore serali e durante la notte. La Leishmaniosi è presente nelle aree tropicali e subtropicali temperate del mondo e in tutto il bacino del Mediterraneo. In passato la presenza di questi insetti sul territorio italiano era circoscritta essenzialmente alle regioni della Liguria, e del centro/sud, comprese le isole, oggi la loro diffusione interessa anche aree in passato indenni come la Lombardia, il Piemonte e anche l’Emilia Romagna.

Diffusione della leishmaniosi negli ultimi 40 anni

I sintomi

Nel cane la sintomatologia è quanto mai variabile manifestandosi in modo asintomatico (assenza cioè di segni clinici e sintomi evidenti) o in forma sintomatica caratterizzata da presenza di forfora, caduta del pelo, ulcerazioni localizzate in diverse regioni, crescita abnorme delle unghie, ingrossamento dei linfonodi e della milza e nella fase terminale insufficienza renale.

In sintesi nelle forme sintomatiche distinguiamo:

  1. alterazioni della cute
  2. linfoadenomegalia sistemica o localizzata
  3. lesioni oculari
  4. epistassi
  5. poliuria e polidipsia
  6. disturbi della locomozione

 

Cosa fare

Le terapie attualmente disponibili per i cani non sono in grado di debellare completamente il parassita, anche se possono indurre un grande miglioramento dello stato generale per un periodo di tempo variabile.

Occorre perciò necessariamente affidarsi alla prevenzione che consiste nell’adottare una serie di provvedimenti per ridurre il rischio che il cane venga punto dai pappataci:

  • limitare le passeggiate serali e notturne.
  • farlo dormire in casa durante le ore notturne, applicando zanzariere a maglie fitte alle finestre.
  • fare uso di prodotti repellenti specifici, espressamente indicati per proteggere dalla puntura dei flebotomi ( collari a base di permetrina/deltametrina, pipette spot-on, collari e spray naturali con olii essenziali). Per ottimizzare l’effetto repellente si possono associare trattamenti specifici e naturali.
  • Controllo annuale con test rapido.
  • possibile vaccinazione; il trattamento non impedisce che l’animale contragga la malattia, ma lo aiuta a gestire la malattia supportando il sistema immunitario verso una risposta che naturalmente non avverrebbe.

Non esitate a chiedere al vostro veterinario curante ulteriori informazioni sul piano di prevenzione più adeguato e sulla corretta  applicazione dei prodotti repellenti.